CapacitàWeb Master:    Nhandir

1. DESTREZZA MANUALE
Grazie al tempo passato all’interno di bische e case da gioco il pirata ha sviluppato una notevole destrezza manuale. Destrezza che non crea illusioni ma può riuscire – attraverso rapidi e precisi movimenti delle dita e della mano in generale – a nascondere piccoli oggetti nelle maniche, a farne spuntare alcuni altrettanto piccoli dalle stesse, far volteggiare per aria due o più oggetti di piccola e media fattura e altre amenità del genere. La capacità e l’astuzia gli rendono possibile (attraverso comunque un uso oculato della proprie tecniche manipolatorie) nascondere le proprie abilità agli astanti che ha attorno.


2. METABOLISMO SVILUPPATO
In un normale essere vivente l`alcool viene assorbito per circa il 20% attraverso la parete dello stomaco, mentre il resto, molto rapidamente, dai tessuti intestinali. L`alcol assorbito dai tessuti entra nel sangue, e da questo viene trasportato direttamente al cervello in quantitativi e tempi che sono influenzati dalla costituzione fisica, correlata all`età ed alla struttura corporea. Nel corpo di un pirata ciò avviene in tempi più lunghi. Essendo infatti abituati ad una vita dissoluta e dedita al bere alcolici e surrogati il loro organismo riesce a smaltire più rapidamente le sostanze etiliche, controllando meglio le manifestazioni esteriori dell’ebbrezza. Solitamente, nel caso di superalcolici, una persona normale non abituata al bere, dopo un paio di bicchieri inizierebbe ad avere i seguenti sintomi: riduzione della capacità di giudizio, riflessi alterati, riduzione delle capacità di individuare oggetti in movimento e della visione laterale, stati di eccitazione emotiva e nausea. L’organismo del pirata invece riesce a sopportare l’alcol etilico il doppio o il triplo di un essere normale. Il tutto dipende naturalmente da quanto la persona in questione è dedita all’uso di sostanze alcoliche.


3. NAVIGARE
La gavetta e la lunga carriera in mare ha permesso al pirata di conoscere le principali tecniche di navigazione. Ad egli non è più sconosciuta alcuna parte dell’imbarcazione. Sa veleggiare, districarsi tra funi, cime e manovre. Conosce le principali virate e sa come muoversi senza intralciare gli altri. Riesce senza alcuna fatica a mantenersi in equilibrio ed a distinguere gli astri in modo da orientarsi al meglio. La vita per mare ha reso il pirata avvezzo ai fortunali e alle tempeste, nonché a brevi periodi di magra a bordo. Sa così come controllare la propria tempra e mettere in pratica le migliori soluzioni per uscire da situazioni di crisi dovute al mare agitato.
I numerosi tuffi in mare causati dal rollio dell’imbarcazione han reso necessaria la capacità di imparare a tenersi a galla e nuotare per mettersi in salvo.


4. COCCIA DURA
Il pirata è ha la coccia dura, tipica di chi ha imparato a non frignare davanti ad ogni difficoltà. La sua resistenza contro le intemperie è ora più avanzata. Il suo fisico resiste infatti a prolungati fortunali e venti di forte intensità quasi il doppio di un individuo con la medesima resistenza fisica e della stessa razza. Figurarsi poi, durante le bonacce ha imparato a razionare le scorte (cibo e bevande) imparando a trattenere i morsi della fame.

5. MERCANTEGGIARE
I pirati sono da sempre commercianti e contrabbandieri. Inutile dire che migliore è il prezzo che riescono ad ottenere e migliore sarà il guadagno. Anni di pratica gli hanno ormai permesso d’acquisire la capacità di saper come aggirare o intrattenere il proprio cliente o compratore. Sa quali punti toccare durante la conversazione e, attraverso attente ispezioni, è in grado di valutare gli oggetti, riconoscerne le imperfezioni e il valore effettivo, sia in termini d’utilizzo che monetario. L’esperienza inoltre gli ha reso necessario imparare a riconoscere i falsi dagli originali.

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